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Kurt Hassert, Excursions in High Albania (1897)

Kurt Hassert (1868–1947), geografo e cartografo tedesco, noto per le sue esplorazioni nell’Artico, in Africa e nei Balcani, intraprese un importante viaggio nell’Albania settentrionale durante l’estate del 1897.
L’Albania attirò la sua attenzione per i paesaggi selvaggi, la particolare struttura geologica e la società tradizionale delle montagne.
La sua base operativa fu Scutari, da dove organizzò nove escursioni attraverso montagne, valli e città dell’Albania del Nord e del Kosovo.
Hassert è un viaggiatore che unisce l’osservazione naturalistica alla descrizione della cultura locale, anche se la sua attenzione si concentra maggiormente sugli aspetti naturali e geografici, mantenendo tuttavia uno stile narrativo che potrebbe essere facilmente adottato nelle attuali guide turistiche.

Per Hassert, le regioni montuose del Nord dell’Albania rappresentavano una delle regioni più isolate dell’Impero Ottomano in Europa. Egli osserva che nessuna linea costiera penetra profondamente verso l’interno, rendendo così il viaggio una vera e propria sfida. Per accedere a questo territorio montuoso e remoto, il viaggiatore era costretto a superare numerose catene montuose, attraversando spesso due o più passi montani nello stesso giorno. Hassert descrive questa intricata rete di montagne come parte delle Alpi Dinariche[1], secondo la terminologia geografica del tempo, che comprendeva anche le Bjeshkët e Nemuna, oggi note come Alpi Albanesi.

Con la loro identità ben distinta, le Alpi Dinariche si presentano come un intreccio complesso di valli profonde, gole e montagne elevate, dove ogni faticosa salita è seguita da discese altrettanto estenuanti lungo pendii ricoperti di arbusti. Per Hassert, era una terra in cui uomo e natura, insieme, mettevano a dura prova il viaggiatore, sia fisicamente che mentalmente.

Proprio per questa ragione, lui e il suo team, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni e il sostegno ufficiale, decisero di usare Scutari come base e di suddividere il viaggio in nove escursioni distinte — alcune brevi e altre più lunghe — per affrontare più facilmente le sfide poste dal paesaggio albanese.

Abbiamo scelto di presentare uno di questi itinerari.

Itinerario sul Monte Cukali (15-17 giugno 1897)

Il viaggio verso il Monte Cukali rappresentò una delle esplorazioni più complete compiute da Hassert nelle regioni attorno a Scutari. Il gruppo partì il 15 giugno dalla città, attraversando campi coperti di felci e seguendo una delle valli laterali del fiume Kir, dove osservò variopinte formazioni rocciose.

Foto tratta da IETT Albania facebook December 1, 2020

I boschi apparivano fitti: castagni e querce alle quote più basse, faggi a quelle superiori. Dopo una faticosa traversata della stretta cresta del Cukali, il gruppo scese in una conca profonda ancora coperta di neve, dove allestì il campo in un’area isolata. A causa della possibile presenza di orsi e lupi, la notte trascorse in piena allerta. All’alba, con temperature rigide, iniziò un’ascesa impegnativa che li condusse innanzitutto alla Maja e Mylesifës, da cui si apriva un panorama impressionante sulle Alpi Albanesi e sui monti del Sud. Raggiunsero poi la vetta principale del Monte Cukali (1 841 m), immergendosi nella maestosità della natura selvaggia albanese. Dopo una notte nel villaggio di Vukaj, il gruppo rientrò a Scutari il terzo giorno, percorrendo la medesima via.

Maja e Mylesifës 

Tratta da
https://www.wikiloc.com/hiking-trails/maja-e-muleqithit-7263044/photo-4124192

Il toponimo «Maja e Mylesifës», usato da Kurt Hassert, non compare nelle carte ufficiali moderne né nelle fonti di toponomastica locale del massiccio di Cukali. Si tratta verosimilmente di un nome locale transitorio, di una deformazione fonetica percepita dall’autore tedesco, o di una variante di un rilievo già noto. Nel testo lo si riporta quindi come ricordo di viaggio e non come denominazione geografica standardizzata. Il confronto fra la sua descrizione, le carte contemporanee e gli itinerari odierni di alpinisti e studiosi mostra che questo passo corrisponde all’attuale Qafa e Muleqithit. Tale corrispondenza testimonia l’evoluzione naturale della toponimia locale, dove variazioni fonetiche e assenza di standardizzazione storica hanno prodotto forme parallele per lo stesso valico.

Maja e Cukalit

tratto da https://pine.al/activity/natyre/mali-i-cukalit

La Maja e Cukalit è la vetta più elevata del Monte Cukali, massiccio situato a nord di Scutari, sul confine fra la storica regione di Postrriba e la bassa valle del Kir. Con i suoi 1 841 m s.l.m. (dati delle carte topografiche albanesi e fonti internazionali), è uno dei punti più alti del nord-ovest albanese al di fuori del sistema delle Alpi Albanesi (Bjeshkët e Namuna) e funge da eccezionale punto panoramico. La cresta lunga e marcata presenta versanti ripidi a est, verso la valle del Kir, e più dolci verso Postrriba. Le pendici inferiori ospitano fitti boschi di querce, castagni e faggi; in alto compaiono pareti rocciose spoglie e pascoli alpini. Dalla vetta la vista spazia: Nord / Nord-est: Alpi Albanesi (Maja Jezerca, Maja e Hekurave ecc.); Sud: città di Scutari, la sua piana, il Lago di Scutari e il corso della Buna; Ovest: colline di Postrriba fino alla piana di Lezha; Est: valle del Kir e, oltre, i monti di Puka.

Per Hassert questa cima costituiva un punto di osservazione geografico ed emotivo privilegiato, dal quale cogliere la complessità del rilievo albanese interno.

Il villaggio di Vukaj

Veduta del quartiere “Muri i Turkut” nel villaggio di Vukaj

Tratto da www.facebook.com
La regione di Shllak – Scutari

Vukaj si trova 25-30 km a nord di Scutari, nel tratto alto del fiume Kir. In alcune fonti etnografiche più antiche è menzionato come parte di Postrriba, ma oggi appartiene ufficialmente all’unità amministrativa di Shllak (Municipio Vau i Dejës). Questa doppia attribuzione riflette la discrepanza tra confini tradizionali e suddivisioni amministrative attuali.

Il villaggio sorge sul versante sud-occidentale del Cukali, in un tipico contesto collinare e montano. Ai tempi di Hassert (1897) era raggiungibile solo tramite sentieri per pedoni e animali da soma; oggi è collegato a Postrriba e a Scutari da strade rurali. Citato nei registri ottomani e nei documenti amministrativi albanesi, Vukaj faceva parte a fine Ottocento di un territorio a organizzazione tribale legato al bajrak di Postrriba. Numerosi studiosi albanesi e stranieri lo hanno incluso nei loro itinerari etnografici.

La popolazione è calata drasticamente per emigrazione, ma il villaggio conserva un ricco patrimonio di tradizioni orali, canti epici e leggende legate ai monti circostanti. Per i viaggiatori dell’epoca località come Vukaj erano importanti stazioni di sosta, offrendo alloggio, cibo tradizionale e una relativa sicurezza dopo le fatiche alpine.

Sulle tracce di Hassert: come vivere oggi questo viaggio?

L’itinerario intrapreso da Kurt Hassert nel giugno del 1897, verso il Monte Cukali e la Maja e Mylesifës, rimane ancora oggi uno dei viaggi più belli e più impegnativi che si possano vivere nei dintorni settentrionali di Scutari. Anche se il paesaggio circostante è cambiato in alcuni aspetti, la natura selvaggia di questa zona, le montagne dalle creste frantumate e le gole profonde conservano ancora quello spirito intatto che Hassert descriveva con entusiasmo.

Un viaggio simile, oggi come allora, partirebbe dalla città di Scutari. Le strade attuali rendono possibile raggiungere in breve tempo in auto la valle del fiume Kir — una delle più belle dell’Albania settentrionale. Le rocce colorate e le acque cristalline del fiume offrono un ingresso suggestivo in questo mondo montano.

Da qui, l’antico sentiero dei carovanieri, oggi utilizzato da pastori e alpinisti, conduce lentamente verso il versante del Monte Cukali. I boschi fitti di querce, castagni e più in alto di faggi accompagnano l’ascesa, proprio come li vide Hassert. Dopo alcune ore di cammino, al di sopra della linea del bosco appare uno dei punti più belli del percorso: quello che un tempo Hassert chiamava Maja e Mylesifës (Muleqithit). Da questa vetta, lo sguardo si apre sull’orizzonte: di fronte si innalzano maestose le Alpi Albanesi, mentre a sud si estende la pianura di Scutari e, nelle giornate più limpide, anche la riva del fiume Buna.

Se Hassert e i suoi compagni montarono il campo in una conca ancora coperta di neve, oggi questo luogo offrirebbe un’esperienza rara agli amanti della natura — una notte di campeggio sotto le stelle delle montagne albanesi. Il secondo giorno porterebbe i visitatori verso Maja e Cukalit, il punto più alto del massiccio (1.841 m), da cui i panorami risultano ancora più grandiosi.

Per quanto riguarda l’accessibilità, oggi la vetta rimane relativamente isolata. Per l’ascesa sono necessari: trasporto in auto 4×4 fino alle zone di base (i villaggi di Plan, Prekal, Vukaj); salita a piedi di circa 3-5 ore, a seconda del sentiero scelto. Il percorso è adatto ad alpinisti esperti o a gruppi accompagnati da guide.

Maja e Cukalit offre possibilità per l’alpinismo, passeggiate panoramiche, osservazione della natura e campeggio. Può essere integrata in itinerari che includono: la valle del Kir, i villaggi di Postrriba, e la cosiddetta Maja e Mylesifës.

Dopo una sosta sulla vetta, l’itinerario scende verso il villaggio di Vukaj, un piccolo insediamento montano dove la sosta notturna rappresenta un’occasione per entrare in contatto diretto con la vita tradizionale di Postrriba. Le famiglie del luogo, accoglienti e disponibili, i racconti degli abitanti e il cibo semplice ma gustoso creerebbero un legame autentico con lo spirito del luogo.

Il viaggio si concluderebbe il giorno seguente, con un tranquillo ritorno verso Scutari, lungo sentieri ormai familiari al visitatore che ha seguito le orme di un viaggiatore del XIX secolo e ha vissuto, anche solo per qualche giorno, la bellezza di quell’Albania “alta e selvaggia”, che ancora oggi rimane uno dei tesori meglio custoditi dei Balcani.

[1] Nel suo testo, Kurt Hassert utilizza il termine Dinaric Alps / Dinarische Alpen per descrivere la catena montuosa che si estende nella maggior parte dell’entroterra dell’Albania settentrionale e delle regioni circostanti. Si trattava di una convenzione geografica in uso nell’Europa centrale e occidentale alla fine del XIX secolo — all’epoca, molti geografi tedeschi e austriaci consideravano naturale estendere il nome di Alpi Dinariche dalle Alpi Giulie a nord, attraversando il Montenegro, la Bosnia, fino alle attuali Alpi Albanesi.In realtà, oggi si tende a distinguere più chiaramente: le Alpi Dinariche designano principalmente le catene montuose che si snodano dalla Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, fino all’Albania settentrionale. Le cosiddette Alpi Albanesi (o Bjeshkët e Nemuna) sono considerate un sottoinsieme delle Alpi Dinariche, ma con un’identità geomorfologica specifica e distinta.

 

Monte di Cukal Tratta da https://pine.al/activity/natyre/mali-i-cukalit